Collegio dei Periti Industriali e Periti Industriali Laureati della Provincia di Caserta

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Il Parco

Storia,arte e cultura


Il Parco


Acquedotto Vanvitelli

Il parco si estende per circa 120 ettari ed è uno dei più grandiosi complessi architettonici e monumentali d’Europa. Progettato da Vanvitelli, fu ultimato dal figlio Carlo che allineò lungo l'asse che partiva dal palazzo, una serie di fontane decorate da sculture a carattere mitologico, disposte lungo terrazze degradanti verso la pianura. La prospettiva vede il suo culmine nella "grande cascata" che precipita da un salto di 70 metri nella vasca di
Diana e Atteone.
L’acqua necessaria al parco e alle fontane proviene dall’
Acquedotto Vanvitelli.

La Fontana Margherita è la prima opera che si incontra entrando nel Parco dalla Reggia. È la struttura più modesta e semplice da un punto di vista architettonico e segna il punto in cui si dipartono i viali, che penetrano nel bosco, e il viale che arriva sino alla Cascata. Successivamente si incontra la Fontana dei Delfini in cui una massa d’acqua compone un lago circolare, qui è presente una scultura che raffigura due delfini che fiancheggiano un essere con testa e corpo di delfino e con braccia e artigli. Fu costruita fra il 1776 e il 1779 allo scopo di immettere il flusso idrico dell’Acquedotto Carolino (o Vanvitelliano) nella Grande Peschiera, dove il sovrano dei Borbone simulava per cortigiani, nobili e dignitari, battaglie navali e arrembaggi. Oltre si trova la Fontana di Eolo con la Grotta dei Venti. La Fontana non fu terminata e manca delle statue di Giunone e di Eolo; un passaggio consente di entrare nel Palazzo del Dio dei Venti. Sulla facciata vi sono raffigurati lo sposalizio di Tetide e Peleo, Giove e le tre Dee, il Giudizio di Paride, Eolo scatena zefiri e venti contro Enea e i Troiani. In successione la Fontana di Cerere con delfini, tritoni e i fiumi Oreto e Simeto che gettano acqua mentre Cerere, dall’alto, circondata da ninfe guarda la scena. Fra il 1770 e il 1780 fu realizzata la Fontana di Venere e Adone, composta da dodici piccole cascate che formano altrettanti laghetti e si ispira alla mitologia greco/romana.
Infine l
a Fontana di Diana e Atteone di forma semiellittica che vede, dietro il laghetto, i due gruppi di Diana (a destra) e di Atteone (a sinistra). Il giovane, dopo aver visto la Dea nuda, viene trasformato in cervo e viene sbranato dai propri cani. La precedono balaustre ornate da quattordici statue di cacciatori e ninfee.
Nell’angolo a mezzogiorno del Parco si trova
la Castelluccia, una fortezza in miniatura di forma ottagonale fornita di fortificazioni, opere di difesa, ponte levatoio e fossato. Questa costruzione fu eretta per il divertimento e l’educazione alle armi dell’erede al trono. Oltre la Grande Cascata il Giardino Inglese voluto da Maria Carolina d’Austria si estende per trenta ettari con intricati sentieri che portano a zone con salici, magnolie, cipressi, piante grasse e acquatiche e pini.
Nei pressi del Giardino Inglese si trova il Teatro all’aperto in forma classicheggiante. Lungo il sentiero s’incontrano il Canale d’acqua, la
Fontana del Pastore Antico, lo Spazio del Cedro del Libano, il Bagno di Venere cui segue il Criptoportico: un finto rudere realizzato con pareti parzialmente ricoperte di finti marmi, con crepacci, rotture fatte ad arte che lasciano intravedere la volta sfondata che mostra due visioni del cielo.



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